Green House Jace Pov- Scena tradotta

Anche se con qualche giorno di ritardo, eccovi la scena della GREEN HOUSE scritta dal punto di vista di Jace, che la Clare ha scritto per ringraziarci di aver votato i suoi personaggi ad un contest. La scena è molto diversa da quella originale perché è narrata in prima persona. Una scelta strana a mio avviso, tant’è ho persino chiesto a Cassandra come mai questa scelta della prima persona, e lei mi ha risposto che le sembrava più intenso visto che è un pov di un personaggio. Devo ammettere che è stato abbastanza difficile tradurlo in Italiano, non per i termini utilizzati, ma perché come sapete non ci piace traudrre alla lettera, e cercare di dare la giusta intensità alla scena, che in inglese rende, ma in Italiano sembrava sminuita per via del presente non è stato affatto semplice! Alla fine l’intento è stato da parte mia quello di non farla sembrare una lista della spesa, ma un racconto.

Ringrazio Nives che ha tradotto la prima parte della scena e Valentina Ferretti la parte finale!

Per leggere la scena cliccate qui.

L’originale la trovate a questo link

Estratto del Magnus’ Vow

Come abbiamo già anticipato sulla nostra pagina FB, questo inedito uscito con una ristampa di Clockwork Angel, non si trova ancora in giro…diciamo che Cassie lo inserirebbe anche On line ma la casa editrice giustamente gliel’ha vietato. Ad ogni modo ha pubblicato un piccolo estratto dal Magnus Vow ieri.

Come ha spiegato lei stessa questo pezzo è stato immaginato all’interno di Città di Ossa quando Magnus dà il party a casa sua. Eccolo di seguito in inglese. Più in basso trovate la traduzione [a cura di Claudia!]

 

The heap of objects inside the trunk looked like the hoard of an unfastidious dragon. Some objects gleamed with metal and gems — Magnus drew out an old snuffbox with the initials WS picked out across the top in winking rubies, and grinned at the bad taste of the thing, and also at the memories it evoked. Others seemed unremarkable: a faded, cream-colored silk ribbon that had been Camille’s, a matchbook from the Cloud Club with the words I know what you are written on the inside cover in a lady’s hand, a limerick signed OFOWW, a half-burned piece of stationary from the Hong Kong Club — a place he had been barred from not for being a warlock, but for not being white. He touched a piece of twisted rope nearly at the bottom of the pile, and thought of his mother, herself the daughter of a Dutch father and an Indonesian woman who had died in childbirth and whose name Magnus had never known.

 

Il mucchio di oggetti dentro il baule sembrava uscito dal nascondiglio di un drago trascurato. Alcuni oggetti in metallo e gemme scintillavano. Magnus tirò fuori dalla cima una vecchia tabacchiera con le iniziali WS in rubini scintillanti e sorrise per il cattivo gusto di quell’oggetto ed anche per i ricordi che evocava.
Altri sembravano oggetti ordinari: un nastro di seta sbiadito, color crema che era stato di Camille, una scatola di fiammiferi del Cloud Club con le parole “So cosa sei” scritte all’interno del coperchio sulla mano di una donna, un limerick firmato OFOWW, un pezzo mezzo bruciato di una carta da lettere dell’Hong Kong Club, un posto in cui gli era stato vietato l’ingresso, non perchè fosse uno stregone, ma perchè non era un bianco.
Toccò un pezzo di corda arrotolata, quasi in fondo al mucchio, e pensò a sua madre, lei stessa figlia di un olandese e di una donna indonesiana che era morta di parto e di cui Magnus non aveva mai saputo il nome.

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