“Quindi è così’” disse Jem. “Questo è tutto? La verità?” Era seduto alla sua scrivania, una delle gambe piegata sulla sedia, sembrava molto giovane. Il suo violino era appoggiato al lato della sedia. Lo stava suonando quando Will era entrato e, senza preamboli, gli aveva annunciato che ormai la finzione era finita: Will aveva una confessione da fare: e aveva intenzione di farla subito. Ciò aveva interrotto la musica: Jem adagiò il suo violino con uno sguardo stupito e si appoggiò allo schienale, teso come se si stesse preparando per qualsiasi cosa Will gli stesse per scagliare contro.“Questo è tutto”, disse Will, che aveva camminato avanti e indietro mentre parlava, solo ora si era fermato per guardare Jem. “E io non ti biasimo se mi odi. Potrei capire. ” Ci fu una lunga pausa. Lo sguardo di Jem era calmo sul suo viso, calmo e argenteo nella tremula luce del fuoco. “Non potrei mai odiarti, William.” Will sentì contrarsi le budella quando vide un altro volto, un paio di immobili occhi grigio-blu che lo guardavano. “Non potrei mai odiarti Will, non importa quanto duramente ci ho provato” aveva detto.
In quel momento si rese conto dolorosamente che quello che aveva detto a Jem non era “davvero tutto.” C’era più della verità. C’era il suo amore per Tessa. Ma era il suo fardello da sopportare, non quello di Jem. Era qualcosa che bisognava nascondere a Jem affinchè fosse felice. “Lo merito”, disse Will, la sua voce spezzata. “Credevo di essere stato maledetto e che tutti coloro che avessero tenuto a me sarebbero morti; tuttavia ho lasciato che mi affezionassi a te, ed ho permesso che tu fossi mio fratello, facendoti correre il rischio -”
“Non c’era alcun rischio”“Ma credevo ci fosse. Se ti puntassi una pistola alla testa, James, e premessi il grilletto, davvero importerebbe se non sapessi che in canna non ci sono proiettili ?”Jem sgranò gli occhi, e poi si mise a ridere, una risata sommessa. “Pensavi che io non sapessi che avevi un segreto?”, disse. “Pensavi mi fossi buttato nella nostra amicizia con gli occhi bendati? Non sapevo la natura del peso che ti portavi. Ma sapevo che c’era un peso. “La sua voce si addolcì. “Sapevo che pensavi di essere un veleno per tutti quelli intorno a te,” continuò. “Sapevo che pensavi ci fosse in te qualche forza corruttiva che avrebbe potuto spezzarmi. Volevo farti vedere che non mi sarei spezzato. Che l’amore non era così fragile. L’ho fatto?”
Will si strinse nelle spalle, impotente. Avrebbe quasi voluto che Jem si fosse arrabbiato con lui. Sarebbe stato più facile da affrontare. Ma come avrebbe potuto dire a Jem che quel perdono lo avrebbe perseguitato, ogni volta che avrebbe guardato Tessa desiderandola, ogni volta che avrebbe ricordato quanto desiderava ciò che non poteva, non meritava, di avere. “Mi hai salvato la vita, James.”
Un sorriso si diffuse sul volto di Jem, brillante come l’alba che si infrange sul Tamigi.
“Questo è tutto ciò che ho sempre voluto”






