Ieri, per aver fatto diventare un trend su #WeAreShadowhunters (che serviva per celebrare il fatto che manca 1 mese all’uscita di COLS in USA) Cassandra ha deciso di premiarci con questo regalino….Una scena tagliata proprio da COLS!
Contiene spoilers, soprattutto se non hai letto Città degli Angeli Caduti!
Traduzione Alessandra S.
Clary era in camera Jace, quando lui e Sebastian tornarono a casa. Aveva trovato molto poco durante la sua ricerca. Non c’era nulla nella stanza di Sebastian che poteva essere considerato interessante, ad eccezione di alcuni libri scritti in latino, e il suo latino non era abbastanza buono per leggerli. C’erano pagine appese alle pareti che sembravano come se fossero state strappate da vecchie guide turistiche, illustrate con schizzi a penna in bianco e nero, ma non sembrava esserci un collegamento tra di loro. Nei caminetti c’erano pezzi di cenere che sembravano resti bruciati di fotografie, ma si sbriciolarono quando lei provò a raccoglierli.
La camera di Jace era accanto, brillava come uno specchio, e non conteneva quasi nulla delle sue cose. C’erano armi, ma lei non le riconosceva, e nemmeno i libri sugli scaffali. Il suo armadio era pieno di vestiti, ma come i vestiti nella camera da letto principale, erano in gran parte nuovi: doveva averli comprati la settimana prima o giù di lì, dal momento che le etichette del prezzo erano ancora attaccate su molti di loro. Non erano cose che le facevano pensare allo stile di Jace.
Si era sempre vestito semplicemente - roba sobria, colori solidi, vestiti che si adattavano bene, ma che non davano nell’occhio. Aveva sempre pensato che fosse bello abbastanza da non avere importanza; lui era incredibile con solo i jeans e una t-shirt. E ne aveva un mucchio adesso nel suo armadio, ma le camicie erano griffate, i cappotti e le giacche erano di Hugo Boss e Burberry e Dolce & Gabbana. Come i vestiti nell’armadio di Sebastian. Come i vestiti costosi che aveva sempre indossato Valentine.
Chiuse l’anta dell’armadio e si sedette sul letto di Jace, dicendo a se stessa che era una stupida. Non c’era motivo di arrabbiarsi per degli abiti firmati. C’erano altre cose nella stanza che parlavano del Jace che aveva sempre conosciuto – la pulizia, la disposizione delle sue armi in cima alla credenza in ordine di grandezza, i libri sul comodino. Aveva sempre usato un pugnale sottile come segnalibro, la cosa non era cambiata. La foto di loro due, attaccata alla parete. Anche il sapone agrumato nel suo bagno era lo stesso sapone che usava sempre – Sentì dei passi sulla scala, voci. Quella di Sebastian piu’ alta: “Dov’è lei?” Ebbe appena il tempo di spegnere la luce, buttarsi sul letto e rannicchiarsi con la testa sul cuscino quando la porta si aprì. Jace stava lì incorniciato nel bagliore del corridoio, Sebastian dietro di lui. Si sollevò su un gomito, sbattendo le palpebre assonnata nonostante il suo cuore accelerato. “Voi ragazzi siete appena tornati?” Jace lanciò uno sguardo a Sebastian – uno sguardo che diceva chiaramente: Ti avevo detto che sarebbe stata qui. “Non ci hai sentiti salire?” Lei scosse la testa. “Mi dispiace, ero stanca. Credo di essere ancora esausta per essere stata sveglia fino all’alba l’altra sera.” Guardò Jace pudicamente. “Mi sentivo un pò sola, così ho pensato che se mi fossi rannicchiata nel tuo letto …” Sembro credibile?
Il suo viso era rilassato, ma Sebastian la guardava come se il suo sguardo potesse attraversarla come vetro trasparente, ed era divertito da ciò che vedeva. Si mise a sedere, scuotendo i capelli indietro, e tese la mano verso la lampada sul comodino. “Non -” cominciò Jace, ma lei l’aveva già accesa. Si irrigidì. I due ragazzi la guardarono, Jace con una certa preoccupazione e Sebastian con il suo solito bizzarro cenno di quasi divertimento. I suoi occhi scuri incontrarono quelli di lei con il messaggio che contenevano sempre, quello che lei cercava di non leggere: Lo sappiamo, tu e io. Noi sappiamo la verità. Ma non era nulla di ciò che l’aveva fatta irrigidire. Era il fatto che entrambi fossero schizzati di sangue – una strisciata ne attraversava la guancia di Jace, macchiando le maniche, e uno strappo nella maglietta, i bordi scuri e rigidi di sangue secco, sebbene la pelle sottostante fosse pulita. Invece Sebastian – Sebastian aveva il sangue anche tra i capelli bianco-argento e sui vestiti e sulle mani, così tanto che sembrava stesse indossando dei guanti rossi. Il bracciale d’argento che portava al polso dove la sua mano si era rigenerata era macchiato di rosso.
Clary sentì la sua voce, come se venisse da molto lontano. “Cosa è successo?”
“Abbiamo avuto un piccolo problema”, disse Sebastian. “Niente che non fossimo in grado di gestire.” Piegò la testa di lato. “Sei pallida come un fantasma, sorellina. Non dirmi che non hai visto di peggio. Siamo Shadowhunters. Questo è ciò che facciamo.”
“Certo”. Clary parlò meccanicamente. “Vorrei solo che non vi faceste del male.”
“Allora non hai nulla di cui preoccuparti. La maggior parte non è sangue nostro. “
Lei ingoiò con la gola secca. “Allora di chi è?”







lo vogliooooooooooooooooo
Basta, non dovevo leggerla xD
Adesso ho una voglia matta di vedere/ leggere il libro D: