Ringrazio di cuore Alessandra per aver scritto questa bellissima recensione nonostante sia fresca di libro, nonostante la stanchezza per aver dormito poche ore per finire di leggerlo e per aver fatto in modo che non ci siano spoiler. Potete leggerla tutti!
Si ride, si piange, ci si commuove…
Dopo la spasmodica attesa per un intero anno, dopo la lettura adrenalinica e vorace che mi ha inghiottita per 3 giorni e tre notti e dopo che la cortina di incognite sui destini dei nostri Shadowhunters è, parzialmente, caduta, posso finalmente rilassarmi ed elaborare con calma quanto appena assimilato.
E di eventi con cui fare i conti ce ne sono davvero tanti in City of Lost Souls. Non mi addentrerò troppo nella trama, di cui potete leggere l’estratto tradotto qui sul sito per evitare spoilers, ma come ricorderete in Città degli Angeli Caduti abbiamo lasciato Jace in balia del demoniaco e letale Sebastian, alias Jonathan Christopher Morgenstern. Ora Jace è scomparso, il Conclave dopo aver passato due mesi a cercarlo sembra intenzionato a lasciar perdere e comunque, se sia o meno ancora vivo è di minore importanza rispetto al trovare Sebastian. Ovvio che Clary non è dello stesso avviso. Deve trovare Jace, sente che è vivo e in pericolo, probabilmente tenuto prigioniero da Sebastian con chissà quale obiettivo perverso. Nessuno riesce a tracciarlo, né Magnus, né i Fratelli Silenti e nemmeno Alec con il suo legame speciale. Potrebbero essere in qualsiasi parte del mondo, forse in un’altra dimensione, lontani mille miglia.
Perciò per Clary sarà uno choc incredibile trovarsi una notte Jace in camera sua, sereno e rilassato come non lo vedeva da tempo, per di più accompagnato da Sebastian col quale sembra essere in una totale e complice confidenza. Chi è questo ragazzo? Sembra sempre Jace, Clary sente che il suo amore per lei non è minimamente cambiato, ma sente anche non è il suo Jace. Le chiede di seguire lui e Sebastian, di fidarsi come ha sempre fatto, è tornato soltanto per lei. Per me? pensa Clary. E la sua famiglia? non pensa all’angoscia dei Lightwoods, di Alec, Isabelle?
Le domande di Clary sembrano scivolargli addosso come se parlasse di persone sconosciute. No, questo non può essere Jace. Perciò Clary accetta di seguirli. Deve capire, deve trovare il modo di salvarlo e non c’è altro modo che stare insieme a loro. Da qui inizia il viaggio di Clary che non è solo un viaggio reale, ma un percorso difficile e insidioso nell’ anima (perduta?) di Jace e di sé stessa. Quali compromessi si è disposti ad accettare prima di perdersi, quanto della nostra anima possiamo sacrificare in nome di ciò che ognuno di noi ritiene giusto? E come comprendere se le scelte che facciamo in nome dell’amore sono in realtà mosse dal possesso e dall’egoismo?
Queste sono alcune delle domande che emergono dalla lettura di questo 5 libro, il libro in assoluto più corale di quelli scritti finora da Cassandra, il più sfaccettato, il più ricco di risvolti e chiaroscuri, dove i conflitti dentro e fuori i protagonisti non hanno mai una sola chiave di lettura ma aprono interrogativi profondi sulla conoscenza di noi stessi, sulle contraddizioni e la paura di esprimere le proprie debolezze, sulla difficoltà di lasciarsi andare e consegnare il proprio cuore. Certo, conoscere i personaggi da tanti anni aiuta l’autrice a maneggiare con destrezza le loro personalità, sarebbe stato impossibile in altro modo riuscire a farci percepire attraverso piccolissime sfumature di dialogo, da un gesto o da un modo di fare che non si tratta davvero del Jace che noi e Clary conosciamo, ma di qualcuno che gli somiglia tantissimo e la cui essenza è tenuta prigioniera in un angolo remoto dentro di lui.
E nonostante dovrebbe essere chiaro se appartenere al TEAM GOOD o al TEAM EVIL, in realtà non è così scontato. L’autrice tratteggia la contorta personalità di Sebastian in modo tale che noi, come Clary, pur guardandolo con sospetto non riusciamo ad essere immuni dal dubbio che per lui ci sia una speranza, una possibilità di redenzione, che forse davvero il legame con Jace l’ha toccato, rendendolo un personaggio superbo e di grande forza. Ma nonostante la linea di Clary e Jace – e Sebastian – sia avvincente e portante, il rapporto sentimentale tra loro non è mai in crisi, condividono un amore così radicato che comunque, sortilegio o meno, non viene mai messo in discussione.
Per questo forse mi sono trovata più di una volta ad aspettare con ansia di sapere dove mi avrebbero portata le altre storie.
City of Lost Souls infatti è animato e sostanziato dalle altre linee di racconto che prendono spazio e importanza molto più che negli altri libri. Alec e Magnus mettono in scena una dinamica di coppia seria e sofferta. Viene fuori tutto il gap generazionale tra i due, l’enorme esperienza di Magnus che si scontra con l’inesperienza e l’insicurezza del primo amore da parte di Alec. L’impulsività di un ragazzo innamorato ossessionato dal non essere “abbastanza” e l’incapacità di fidarsi porteranno Alec a fare delle scelte della cui gravità non si renderà conto se non troppo tardi, dando vita all’ormai famosa “scena di pag 511” che vi strapperà il cuore.
E Simon, l’irrisolto e tenero Simon, ancora sospeso tra ciò che era e ciò che è, incapace di abbracciare la sua nuova natura e crescere e andare oltre (anche oltre Clary), con l’autostima sotto le scarpe tanto da non riuscire a capire davvero la portata dei segnali che Izzy gli manda..e se non sono prove d’amore quelle.. Gli unici pacificati e felici sembrerebbero essere Jordan e Maia, ma questo non mi fa ben sperare per loro nel prossimo libro! Forse per compensare il peso enorme della prova a cui sottopone nuovamente Jace (davvero Cassandra, basta!), forse per stemperare l’atmosfera buia e pesante che aleggia in tutta la storia, City of Lost Souls è anche pieno d’amore, di passione, di scene bollenti da non avere eguali in tutta la Saga.
E nonostante Jace e Clary facciano del loro meglio, non è a loro che darei la palma d’oro per la scena più sensuale! E poi si ride, si piange, ci si commuove. Battute e lacrime si alternano come sempre con grande equilibrio. La Clare usa sapientemente anche i riferimenti al suo prequel inserendo dei dettagli – una dedica su un libro, un ciondolo meccanico – che mentre per Clary non vogliono dire nulla per noi lettori sono tutto: lacrime versate, storie vissute e condivise, personaggi amati.
La chiusura è degna di un film horror. Ma a quel punto non sai se ti terrorizza di più la minaccia che aleggia sugli Shadowhunters o la consapevolezza che dovrai attendere due anni per conoscerne il destino!







Concordo in pieno con tutto quello che hai detto! Come sempre Cassandra ha fatto un ottimo lavoro!Mi ha tenuto con il fiato sospeso fino alla fine e pagina 511 è stata… meglio non parlarne o… I riferimenti a the infernal devices mi hanno toccato ogni volta e il fatto di dover aspettare così tanto mi sta uccidendo.
una recensione davvero entusiasmante… ma adesso sono curiosa di sapere a chi va la palma d’oro per la scena più sensuale! XDD
mi trovo terribilmente d’ accordo con Jen!!!!! O.o sono tentata di strappare dal libro quella pagina, ma ovviamente non lo farò! >.<
perché ho un brutto presentimento, riguardo a quella pagina?! e perché due anni?!?!?! oddiooddiooddio!!!! non ce la faccio più!!!! comunque, scusate l' ignoranza, COLS è già uscito in italia? O.o
Perchè le sole parole “scena di pagina 511″ sanno di “non azzardarti a leggere questa pagina se non vuoi avere una crisi di nervi”? …. Seguito da “vi strapperà il cuore”… °_______°
ho seriamente paura di cosa ci aspetterà… e poi, 2 anni per sapere il finale definitivo?!!? Non so se reggerò a tanto… vado a rileggermi CoB, tanto per consolarmi… :D
2 anni????? O.o…ok non puoi capire…con questa recensione mi è venuta una voglia assurda di leggerlooo…che sofferenza =(