Magnus e Alec, scena tagliata CoLS

Scena tagliata dalla stampa definitiva di CoLS, tra MAGNUS e ALEC ! Non contiene spoilers poiché non fa riferimento a nessun evento del libro. E’ solo una scena tra i due! Da leggere assolutamente!

 

Traduzione Alessandra S.

La Legge degli Stregoni era molto chiara su questo punto: se amate un mortale, va bene, ma non si aveva il diritto di interferire con la loro mortalità. Ci volle molto tempo per abituarsi a tale legge. . . di solito fino a quando ti rendevi conto che essere immortale più che un regalo era un peso.

Magnus rimise a posto la tabacchiera sulla scrivania e prese il telefono, premendo il pulsante di chiamata rapida per il numero di Alec. Quando Alec rispose, il suo tono era sia tormentato che pieno di speranza: “Magnus? Hai trovato qualcosa? “
“Niente. Mi dispiace. ”

“Oh”. La delusione cocente rese il suono della voce di Alec impercettibile.

“Ma io stavo pensando alla questione parabatai”, disse Magnus. “Quando due parabatai sono particolarmente vicini, si può percepire se l’altro è morto, o Cambiato, o -”

“Lo so”, disse Alec. “Lo so questo. L’ho sentito – per quell’attimo che Jace era morto, a Idris. Ma adesso non è così”.
Magnus poteva immaginarlo, gli occhi azzurri nel viso pallido, mentre tirava una ciocca aggrovigliata dei suoi capelli. Alec di solito aveva l’aspetto di uno caduto dal letto e finito su un mucchio di vestiti a caso, piuttosto che sembrare uno che davvero sceglieva una mise, e dal momento che Jace era scomparso, sembrava pure che avesse smesso di pettinarsi i capelli. ” Semplicemente non sento nulla.”

“Come fosse davvero nulla? Come fosse . . inesistenza? ”

“Giusto. . .? “Alec sembrava confuso.

“Questo in realtà mi dà qualche idea”, disse Magnus. “Farò tutto il possibile per aiutarti, lo sai, vero, Alexander? Non perché è il Conclave, ma perché sei tu. ”
“Lo so.” Alec rimase in silenzio per un momento. “E ‘ bello sentire la tua voce, anche se non puoi fare niente,” aggiunse Alec, e riattaccò bruscamente. ,Magnus posò il telefono accanto a lui e si sedette per un attimo, abbastanza immobile per sentirsi respirare. Lo sto perdendo, pensò. Non so come o perché, ma so che è così.

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