Lettera a Jace: Bonus Extra di City of Lost Souls

Bonus Extra di City of Lost Souls – Lettera scritta da Stephen Herondale a Jace. Non è SPOILER. Traduzione Ale S.

 

Per mio figlio,

Se stai leggendo questa lettera, allora io sono morto.

Mi aspetto di morire, se non oggi, presto. Mi aspetto che Valentine mi ucciderà. Nonostante tutti i suoi discorsi su quanto mi voglia bene, nonostante il suo desiderio di avere un braccio destro, sa che ho dei dubbi. E lui è un uomo che non può sopportare i dubbi.

Non so come sarai cresciuto. Non so quello che ti diranno di me. Non so nemmeno chi ti darà questa lettera. L’ affido ad Amatis, ma non posso prevedere cosa riserva il futuro. Tutto quello che so è che questa è la mia occasione per darti un resoconto su un uomo che potresti ben odiare. Ci sono tre cose che devi sapere su di me. La prima è che sono stato un vigliacco. Nel corso della mia vita ho preso le decisioni sbagliate, perché erano facili, perché erano egoistiche, perché avevo paura. In un primo momento ho creduto nella causa di Valentine. Ho voltato le spalle alla mia famiglia e al Circolo perché consideravo me stesso meglio dei Nascosti , del Circolo e dei miei genitori soffocanti. La mia rabbia contro di loro era uno strumento che Valentine ha piegato alla sua volontà come ha piegato e cambiato così tanti di noi. Quando ha allontanato Lucian non ho avuto nulla da obiettare, ma ho preso volentieri il suo posto. Quando mi ha chiesto di lasciare Amatis, la donna che amavo, e sposare Celine, una ragazza che non conoscevo, ho fatto quello che mi chiedeva, a mia eterna vergogna. Non riesco a immaginare quello che potresti pensare adesso, sapendo che la ragazza di cui parlo era tua madre.

La seconda cosa che devi sapere è questa. Non incolpare Celine di tutto questo, qualunque cosa tu faccia. Non è stata colpa sua, ma mia. Tua madre era un innocente che veniva da una famiglia che la trattava in modo brutale. Voleva solo gentilezza, sentirsi al sicuro e amata. E anche se avevo già donato il mio cuore, l’ho amata, a modo mio, così come nel mio cuore sono stato fedele ad Amatis.

Non sum qualis eram bonae sub regno Cynarae (libro 4 delle Odi di Orazio: Non sono più lo stesso che ero quando stavo regno della bella Cynara). Mi chiedo se ami il latino come me, e la poesia. Mi chiedo chi ti ha insegnato. La terza e più difficile cosa che devi sapere è che ero pronto a odiarti. Il figlio mio e della sposa bambina che conoscevo appena, che sembrava essere il culmine di tutte le decisioni sbagliate che avevo preso, di tutti i piccoli compromessi che hanno portato alla mia dissoluzione. Eppure, mentre crescevi dentro la mia mente, mentre crescevi nel mondo, un innocente senza colpa, ho cominciato a capire che non ti odiavo. E ‘ nella natura dei genitori rispecchiare la propria immagine nei loro figli, ed era me stesso che odiavo, non tu.

Perciò c’è solo una cosa che voglio da te, figlio mio – una cosa da te, e di te. Io voglio che tu sia un uomo migliore di me. Non permettere a nessun altro di dirti chi sei o chi dovresti essere. Ama chi desideri. Credi ciò che desideri. Pretendi la libertà come un diritto.

Non ti chiedo di salvare il mondo, ragazzo mio, figlio mio, l’unico figlio avrò mai.

Chiedo solo che tu sia felice.

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