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JACE E CLARY

«Siamo Shadowhunters, Cacciatori. O almeno è così che ci chiamiamo fra noi. I Sotterranei ci danno dei nomi molto più sgradevoli.»
«Chi sono i Sotterranei?»
«I Figli della Notte. Stregoni. Esseri magici. Il popolo magico di questa dimensione.»
Clary scosse il capo. «Ma certo, come no? E immagino che ci siano anche vampiri, lupi mannari e zombi, vero?»
«Naturalmente» la informò Jace con aria distaccata. «Anche se gli zombi si trovano quasi tutti più a sud, dove vivono i sacerdoti vudù.»
«E le mummie? Se ne vanno in giro per l’Egitto?»
«Non essere ridicola. Nessuno crede nelle mummie.»

*******

Jace era seduto al piano, le mani affusolate che si muovevano velocemente sui tasti. Era a piedi nudi e portava dei jeans e una maglietta grigia. I capelli color bronzo erano arruffati come se si fosse appena svegliato. Guardando i movimenti veloci e sicuri delle sue mani, Clary ricordò la sensazione che aveva provato quando l’aveva sollevata tra le sue braccia, con le stelle che sfrecciavano attorno a lei come una pioggia di brillantini d’argento.

***
«Jace?»
«Sì?»
«Come facevi a sapere che ho del sangue di Shadowhunters? C’era un modo per esserne sicuro?» L’ascensore arrivò con un ultimo brontolio. Jace aprì la grata. L’interno, tutto metallo nero e decorazioni dorate, ricordò a
Clary una gabbia per uccelli. «Ci ho provato» ammise lui chiudendosi la porta alle spalle. «Mi sembrava la spiegazione più plausibile.»
«Ci hai provato? Dovevi esserne abbastanza sicuro, considerato che avresti potuto uccidermi.»
Lui premette un pulsante sulla parete e l’ascensore si mise in azione con un sobbalzo e un grugnito vibrante che Clary si sentì nelle ossa dei piedi. «Ero sicuro al novanta per cento.»
«Capisco» disse Clary. C’era qualcosa di strano nella sua voce, perché Jace si voltò a guardarla. La mano di Clary lo colpì al volto con uno schiaffo che lo fece sobbalzare. Lui si portò una mano alla guancia, più per la sorpresa che per il dolore. «Perché diavolo l’hai fatto?»
«Per l’altro dieci per cento» disse lei, dopodiché trascorsero il resto della discesa fino al piano terra senza dire una parola.

***

Con tutto quel che era successo, si era quasi dimenticata che Jace era davvero carino. Non aveva i tratti delicati da cammeo di Alec, ma il suo viso era più interessante. Alla luce del giorno, i suoi occhi avevano il colore dello sciroppo d’acero e… la fissavano. Jace sollevò un sopracciglio. «Posso fare qualcosa per te?»
Clary si trasformò immediatamente in una traditrice del proprio stesso sesso: «Quelle ragazze laggiù ti stanno fissando.»
Jace assunse un’espressione vagamente gratificata. «Ma certo» gongolò. «Sono incredibilmente attraente.»
«Non hai mai sentito dire che la qualità più attraente in una persona è la modestia?»
«Vale solo per le persone brutte» rispose Jace. «Forse un giorno gli ultimi saranno i primi, ma per ora sono i vanitosi a divertirsi di più.» Strizzò l’occhio alle ragazze, che ridacchiarono e si nascosero dietro i capelli.

***
«Mi puoi infilare una mano in tasca?»
Clary esitò un po’ e poi annuì. «Quale?»
«Quella interna della giacca. A destra. Prendi una spada angelica e dammela.» Restò immobile, mentre lei gli infilava nervosamente le dita nella tasca. Era così vicina che riusciva a sentire il suo odore: sapeva di sudore, di sapone e di ragazzo. Il suo alito le faceva il solletico alla nuca.

****

«Se riferirai a qualcuno che ti ho aiutato, Cacciatore, domani ti sveglierai con dei serpenti al posto dei capelli e con un paio di braccia in più.»
«Non sarebbero male due braccia in più» rispose Jace. «Potrebbero tornare utili in combattimento.»
«Ma non se ti escono dal…» Dorothea fece una pausa e sorrise al ragazzo, non senza una certa malizia. «…collo.»
«Accidenti» disse Jace.
«Puoi ben dirlo, Jace Wayland» disse Dorothea.

*****
«Sì, be’» disse Jace con uno sguardo sdegnoso. «Io non sono come tutti gli altri. E poi» aggiunse prendendo un libro dallo scaffale «all’Istituto seguiamo lezioni sull’erboristeria di base e sull’uso medicinale delle piante. È obbligatorio.»
«Credevo che tutte le vostre lezioni fossero roba del tipo Elementi di Sterminio o Decapitazione Comparata.»
Jace voltò una pagina. «Molto divertente, Fray.»

****

Sta’ alla larga dalle mie spade. Anzi, non toccare nessuna delle mie armi senza il mio permesso.»
«Uffa, ecco che se ne va a monte il mio piano per venderle tutte su e-Bay» borbottò Clary.
«Venderle dove?»
Clary gli fece un sorriso innocente. «Un luogo mitico con un grande potere magico.»

*****
*****

Jace si alzò. «Uno dei Fratelli Silenti è qui per vederti. Hodge mi ha mandato a svegliarti. In realtà si era offerto di farlo di persona, ma visto che sono le cinque ho pensato che sarebbe stato un risveglio migliore se tu avessi avuto qualcosa di bello da guardare.»
«Ovvero te?»
«E chi sennò?»

JACE, CLARY, SIMON

«Tu sei il mio migliore amico» disse Clary. «Non ero arrabbiata con te.»
«Sì, be’, però evidentemente non ti sei preoccupata di chiamarmi e dirmi che ti stavi dando da fare con un fighetto biondo tinto che probabilmente hai incontrato al Pandemonium» rispose acido Simon. «Mentre io ho passato tre giorni a chiedermi se non fossi morta.»
«Non mi stavo dando da fare con nessuno» disse Clary, contenta che il buio nascondesse il rossore che le era spuntato in volto.
«E io sono biondo naturale» precisò Jace. «Tanto per la cronaca.»

****

«Ho intenzione di raccontargli la verità» gli disse.
«Lo so.»
«Cercherai di fermarmi?»
Jace guardò lo stilo che aveva in mano. «Io sono vincolato dal giuramento all’Alleanza» disse lui. «Tu no.»
Clary si voltò verso Simon e prese un respiro profondo. «Va bene» cominciò. «Ecco quello che devi sapere.»

*****

Lo sguardo di Simon era concentratissimo. «Ed esistono anche i vampiri? I lupi mannari, gli stregoni e tutta quella roba?»
Clary si mordicchiò il labbro inferiore. «Così mi dicono.»
«E voi uccidete anche loro?» chiese Simon a Jace, che si era rimesso in tasca lo stilo e stava cercando qualche difetto nelle sue unghie impeccabili.
«Solo quando fanno i monelli.»

******

«Qualcuno mi vuole dire dove stiamo andando?»
«Alla fermata della metropolitana» rispose Jace tranquillamente.
«Mi prendi in giro?» disse Simon sbattendo gli occhi. «I cacciatori di demoni prendono la metro?»
«Si fa prima che in auto.»
«Pensavo a qualcosa di più figo, tipo un furgone con scritto MORTE AI DEMONI sulla fiancata o…»

*****
MAGNUS, JACE

La mano di Magnus si mosse tanto velocemente da essere poco più di un lampo sfocato e strappò lo stilo dalla mano di Jace. Clary non si era nemmeno accorta che fosse lì. Jace assunse un’aria vagamente imbarazzata. «E quanto a questo» disse Magnus facendolo scivolare in una tasca dei jeans di Jace «tienilo nei pantaloni, Cacciatore.»

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